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INTERNATIONAL JOURNALISM FESTIVAL
Perugia, Italy, 11-15 April 2018

April 11, 2018

Non il solito calcio

Alberto Urbinati, fondatore e presidente dell'associazione Liberi Nantes, spiega come il suo progetto di inclusione e di sport dal basso sia stato raccontato dai giornali nazionali ed esteri e di quanto sia importante affrontare le storie nella loro profondità.

Come ti sei avvicinato al mondo del giornalismo?

Non essendo giornalista ho intercettato il mondo della comunicazione prevalentemente per portare l'esperienza dei Liberi Nantes, realtà che promuove l'inclusione dei migranti e dei richiedenti asilo politico attraverso lo sport. Il giornalismo per me è lo strumento per parlare e far conoscere il progetto.

Come i giornali nazionali e internazionali hanno mostrato interesse per il vostro progetto ?

Abbiamo intercettato molto interesse per la nostra vicenda sia all'interno del nostro paese sia al di fuori. Liberi Nantes è stata raccontata da molti media nazionali e internazionali: sono stati prodotti degli short film da testate quali The Guardian e CNN, ci hanno scritto da un TV messicana e una produzione inglese sta realizzando un docufilm che verrà poi pubblicato.

Come viene raccontato lo sport e in particolare il calcio nei giornali tradizionali?

I media main stream si occupano soprattutto del calcio dei massimi livelli come la serie A, e le competizioni internazionali. La narrazione è incentrata sul calcio miliardario ed è meno interessata a raccontare storie che partano dal basso come la nostra. Sappiamo tutto sulla vita privata di Ronaldo ma spesso viene dato poco spazio a storie dove lo sport ricopre un ruolo virtuoso e positivo.

Quali sono le tre caratteristiche che deve avere un buon giornalista?

Un buon giornalista deve andare oltre al fatto di cronaca che racconta, costruire delle storie che possano parlare di qualcosa di diverso al pubblico che poi usufruisce del prodotto. A mio parere, le caratteristiche fondamentali di un buon giornalista sono la capacità di raccontare le storie, una buona padronanza della lingua italiana, la capacità di rapportarsi alla realtà che racconta abbandonando i pregiudizi e schemi precostituiti e infine saper ascoltare.

Qual è secondo te la sfida più importante che deve affrontare il giornalismo oggi?

La rivoluzione digitale ha sconvolto tanti settori, compreso quello del giornalismo. Oggi un reporter deve essere pronto ad adottare linguaggi nuovi adeguati ai media e contemporaneamente non snaturare la professione giornalistica. Il prodotto deve mantenere quel ruolo di raccontare e di parlare di storie di profondità, nonostante i media esigano spesso un formato breve. La sfida è questa: conciliare l'esigenza di rapidità con la qualità dell'info.