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INTERNATIONAL JOURNALISM FESTIVAL
Perugia, Italy, 11-15 April 2018

INTERVISTE

April 11, 2018

Il carcere secondo Antigone

Susanna Marietti, coordinatrice dell'Associazione Antigone che si occupa della tutela dei diritti nel sistema carcerario, ci racconta le sue esperienze con il mondo dell'informazione.

Susanna Marietti si è occupata di radio e scrive online. Ma la sua esperienza con l'informazione nasce dalla volontà di raccontare l'associazione di cui è coordinatrice, Antigone, che si occupa della tutela dei diritti nella realtà penitenziaria. 

Come si è avvicinata al mondo dell'informazione?

La prima esperienza è stata con il Network di Radio Popolare, con il quale l'Associazione Antigone collabora da più di 8 anni. Conoscevo la sezione romana della radio e avevo proposto una collaborazione per sensibilizzare sulla realtà penitenziaria. Il format del programma prevedeva di parlare di musicisti e artisti che avevano avuto che fare con il carcere.

Curo anche un blog personale sul sito de Il Fatto Quotidiano. La collaborazione è nata quando Giorgio Poidomani, uno dei fondatori del quotidiano, decise di collaborare con Antigone come volontario. Dopo aver lavorato con noi ci ha proposto di creare il blog per raccontare la situazione penitenziaria italiana.

Quali giornali italiani o esteri consideri dei punti di riferimento?

Tra le testate estere mi informo su il Guardian per la sua eccezionale varietà e affidabilità. Tra i giornali italiani seguo La Repubblica e Il Manifesto, con il quale Antigone collabora ormai da molto tempo. Per temi particolari preferisco informarmi direttamente su dei siti specializzati come Open Migration per quello che riguarda l'immigrazione.

Come descrivono la realtà penitenziaria e penale i giornali italiani?

I media italiana tendono tradizionalmente a parlare della situazione carceraria solo quando si verifica un evento eclatante. Questa tendenza è presente anche oggi ma qualcosa ultimamente è cambiato. Negli ultimi 5 anni anche grazie al lavoro di molte associazioni (come le campagne per facilitare l'accesso al carcere dei giornalisti) anche l'amministrazione carceraria si è aperta, permettendo addirittura in alcuni casi di filmare quello che avviene nei penitenziari.

E' possibile fare dell'attivismo attraverso il giornalismo?

Credo che non solo sia possibile ma sia anche necessario. L'attivismo inteso come orientamento onesto dell'opinione pubblica è una funzione fondamentale del giornalismo anche se non sempre si riesce a farlo nel migliore dei modi.

Qual è secondo lei la sfida più importante che deve affrontare il giornalismo oggi?

Credo che i giornali debbano essere più indipendenti dal mercato, che si rendano conto che veicolare le informazioni non è la stessa cosa di vendere un paio di scarpe. Sono convinta che un giornalismo di questo tipo con il tempo riuscirà a farsi seguire dall'opinione pubblica.